Disturbi sessuali e di coppia

Quando la mente spegne il desiderio

A cura della Dott.ssa Luana Martucci • Psicologa Clinica e Psicoterapeuta a Treviso

La sessualità e l’intimità di coppia sono dimensioni complesse che l’essere umano vive costantemente nelle sue relazioni.

Quando insorge una difficoltà – che si tratti di calo del desiderio, disfunzione erettile, eiaculazione precoce, anorgasmia o vaginismo – la tendenza più comune è quella di isolare il problema, cercandone una causa esclusivamente biologica o un “guasto” meccanico individuale.

Nel mio modello terapeutico Interazionista, la sessualità non viene letta come un fenomeno isolato, ma come il punto d’incontro di una complessa rete di interazioni (con se stessi, con il proprio corpo, con il partner) che nel presente si è incastrata in un circolo vizioso.

Il disturbo sessuale psicogeno non è una malattia della persona, ma il risultato di una “danza relazionale” disfunzionale che si mantiene attraverso le tentate soluzioni messe in atto per risolverlo.

La trappola del controllo intenzionale nelle interazioni con se stessi

Il nucleo di un blocco sessuale risiede quasi sempre nel tentativo di controllare intenzionalmente ciò che per natura deve essere spontaneo. L’erezione, l’eccitazione e l’orgasmo sono risposte biologiche regolate dal sistema nervoso autonomo: non possono essere comandate con la forza della volontà.

Quando una persona sperimenta un primo, normalissimo calo fisiologico, l’interazione con se stessa cambia radicalmente. Scatta la paura del fallimento e il soggetto si trasforma nello “spettatore critico” di se stesso. Invece di abbandonarsi alle sensazioni, monitora ogni minima reazione del proprio corpo.

Questo tentativo strategico di forzare la risposta fisiologica aumenta l’ansia da prestazione che, inevitabilmente, inibisce proprio ciò che si vorrebbe attivare. Più si cerca di controllare il corpo, più il controllo sfugge: la tentata soluzione diventa il problema stesso.

La reazione della coppia: come l’interazione mantiene il blocco

Questo cortocircuito si estende immediatamente all’interazione con il partner, ridefinendo l’equilibrio della coppia attraverso dinamiche protettive o evitanti che complicano ulteriormente il quadro:

  • La trappola della rassicurazione e della pressione: Spinto dall’affetto o dalla frustrazione, il partner può iniziare a chiedere spiegazioni o a rassicurare continuamente (“Non importa, fa lo stesso”). Entrambi gli atteggiamenti, pur mossi da buone intenzioni, focalizzano l’attenzione sul problema, aumentando il senso di colpa e l’ansia da prestazione di chi sperimenta il blocco.
  • Il circolo vizioso dell’evitamento: Per non affrontare l’angoscia di un possibile fallimento e il peso del confronto, la coppia inizia a evitare progressivamente l’intimità. Si smette di baciarsi o di cercarsi a letto. Questo evitamento, inteso come protezione, fa sentire l’altro rifiutato o non desiderato, creando una distanza relazionale che alimenta rancori e spegne definitivamente il desiderio.

Lo sblocco interazionale: cambiare l’esperienza per cambiare il pensiero

L’intervento Interazionista-Strategico interviene direttamente su questa complessa struttura di interazioni nel qui e ora.

Utilizzando una logica non ordinaria, si prescrivono alla coppia specifiche esperienze concrete da vivere nell’intimità, mirate a mandare in cortocircuito il controllo, l’ansia del risultato e a ristrutturare le regole del gioco relazionale.

Quando la prestazione non è più richiesta, la paura decade, lo spettatore critico si spegne e la spontaneità dell’interazione sessuale può finalmente riemergere da sola.

Cambiando l’esperienza concreta all’interno della coppia, cambia di riflesso l’emozione della paura riportando il benessere nella relazione.

Studio di psicoterapia a Treviso

Contatti: Via Zermanese, 119 – Treviso • Tel: +39 347 5983996 • Email:
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