Come spezzare il cerchio del controllo
DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO • APPROCCIO INTERAZIONISTA E BREVE STRATEGICO A cura della Dott.ssa Luana Martucci • Psicologa Clinica e Psicoterapeuta a Treviso
“Se cerchi di raddrizzare una cosa, prima impara tutti i modi per storcerla ancora di più”. Questa antica massima racchiude l’essenza del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC). Si tratta di un tentativo disperato di controllo. Questo tentativo si trasforma, paradossalmente, nel più spietato dei controllori.
Chi soffre di DOC sperimenta un blocco profondo. Pensieri intrusivi, dubbi logoranti o immagini spaventose irrompono nella mente. Queste ossessioni generano un’ansia intollerabile.
Per sedare la sofferenza, la persona mette in atto rituali fisici o mentali. Le compulsioni più comuni sono controllare il gas, lavarsi le mani o ripetere formule mentali protettive.
La prospettiva interazionista: non siamo isole
Dal mio orientamento psicoterapeutico interazionista, il disturbo non viene mai letto come un’anomalia isolata o una “scatola chiusa” dentro il cervello dell’individuo.
Il DOC si co-costruisce e si alimenta nelle interazioni continue:
- L’interazione con se stessi: il modo in cui il paziente parla a se stesso, interpreta i propri pensieri e tenta attivamente di combatterli o scacciarli (scatenando l’effetto paradossale per cui più cerchi di non pensare a una cosa, più ci pensi).
- L’interazione con la realtà e gli altri: molto spesso i familiari, spinti dall’affetto, diventano complici involontari del disturbo. Rassicurano il paziente (“Tranquillo, è tutto pulito”, “Hai chiuso la porta”) o si sostituiscono a lui nei rituali. Questa interazione, sebbene mossa da buone intenzioni, conferma implicitamente al paziente la sua incapacità di farcela da solo, amplificando il problema.
La tentata soluzione che mantiene il problema
L’approccio Breve Strategico rivoluziona il modo di intervenire sul DOC. Non cerchiamo le cause passate o le colpe infantili. Ci focalizziamo su come il problema funziona nel presente.
Il fulcro di questo approccio è la Tentata Soluzione Fallimentare. Il rituale compulsivo abbassa l’ansia nell’immediato. Proprio per questo motivo viene ripetuto la volta successiva.
La ripetizione della soluzione si trasforma nel disturbo stesso. Il DOC è una prigione costruita dalle stesse tentate soluzioni. La psicoterapia breve strategica utilizza una logica non ordinaria. Si introducono piccoli stratagemmi terapeutici per mandare in cortocircuito il rituale.
L’intervento: “Se te lo concedi, puoi rinunciarvi; se non te lo concedi, sarà irrinunciabile”.
Di conseguenza, l’intervento Interazionista-Strategico agisce direttamente sul presente. Utilizza, infatti, una logica non ordinaria. Si prescrivono specifiche esperienze concrete da vivere tra una seduta e l’altra.
Cambiare per comprendere il DOC
Pertanto, modificando l’azione compulsiva, cambia di riflesso l’emozione di paura. Inoltre, svanisce finalmente la credenza ossessiva. Si passa così dal comprendere per cambiare, al cambiare per comprendere.
Tuttavia, il percorso terapeutico deve essere flessibile. Ogni intervento viene costruito su misura per la specifica realtà interazionale del paziente. Di conseguenza, spezzare il cerchio del controllo diventa possibile in tempi brevi.
Ricevo nel mio studio a Treviso e online
Se sente che i suoi pensieri o i suoi rituali stanno prendendo il controllo, sappia che può chiedere aiuto. Ricevo su appuntamento a Treviso.
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